Pannolini lavabili

Fonte immagine: "eticamente.net"
E' proprio vero che le mode tornano!
Quando ero cucciola io, (fine anni 70) non c'era la possibilità di scegliere tra pannolini lavabili e usa e getta in quanto gli usa e getta ancora non esistevano o erano un prodotto di nicchia per chi aveva più soldini.
Oggi invece è il contrario!
Il panno che si usa "nella norma" è diventato l'usa e getta e sono diventati un prodotto di nicchia i lavabili! Fatto sta che stanno tornando alla ribalta, e in gran stile per giunta! Si trovano in commercio pannolini bellissimi e comodi, modernizzati nei modelli rispetto a 30 anni fa!

Nel rispetto dell'ambiente il pannolino lavabile è la miglior scelta se pensiamo che nei due anni e mezzo, in media, in cui un bimbo usa il pannolino ne consuma ben 5000 e che per ognuno di essi ci vogliono 500 anni perchè non ve ne sia più traccia!

Inoltre a lungo andare è un gran risparmio! In media un "kit" di lavabili costa intorno ai 300€ e si usano fino allo "spannolinamento". Per lo stesso periodo di tempo con gli usa e getta si spendono circa 1000€!

Inoltre se si è abili con ago, filo e macchina da cucire, esiste la possibilità di farli in casa con ottimi risultati! Se siete interessate date un'occhiata QUI.

Se siete interessate ad avere qualche informazione in più o a chiedere qualche chiarimento, c'è questo forum dove potrete chiarire ogni dubbio!

Inoltre fino a domani (28 novembre) c'è la possibilità di partecipare ad un interessante giveaway targato Mammaecologica che mette a disposizione ben due kit da 3 pannolini lavabili: affrettatevi!!!

Coppetta mestruale, chi la conosce...la usa!

Sapete cos'è la Coppetta mestruale?
Si tratta di un contenitore di silicone morbido a forma di campana che si inserisce all'interno della vagina e raccoglie il flusso mestruale adattandosi alla conformazione interna del corpo femminile in modo naturale. Per saperne di più leggete qui.

In questi giorni e fino al 21 dicembre, "I will be green" propone un giveaway in cui mette in palio una coppetta mestruale di Naturalmamma.

Questo per farla conoscere, dare la possibilità di provarla a chi fosse interessata e per incentivare l'uso di un prodotto ecologico nella settimana per la riduzione dei rifiuti.

Partecipate!!!

Ricettine -1^parte-

Ai fornelli non me la cavo malaccio anche se, avendo un compagno che di professione fa il cuoco, mi dedico più volentieri agli aperitivi (quindi tramezzini, tartine, stuzzichini in genere) e ai dessert.
Voglio proporvi due ricettine di dolci che in casa mia vanno alla grande!
La prima è la torta al cioccolato e la seconda è il panbanana!
Più avanti vi proporrò anche il tiramisù come lo faccio io, il dolce al Mars e la torta alla Robiola...
Intanto provate queste due: buone e facili da fare!!!

Allattamento: gioie e dolori

Allattamento: al più delle mamme questo termine evoca emozioni positive: ricorda quanto è bello sentirsi tutt'uno con il proprio bimbo, sentirsi così uniche e indispensabili per quella piccola creatura.
Se vissuto in modo sereno è uno dei momenti più appaganti nella vita di una donna diventata mamma.

Non sempre, purtroppo, le cose vanno come dovrebbero andare e l'allattamento può diventare un vero e proprio incubo!

Partiamo dal presupposto che nei reparti di ostetricia le puericultici dovrebbero aiutare le neo mamme a iniziare con il piede giusto. Dare alla mamma la possibilità di attaccare al seno il piccolo subito dopo il parto, in modo da risvegliare il suo naturale istinto di suzione, aumenta le probabilità che l'allattamento si avvii nel modo corretto: prima ciò avviene, maggiori saranno le probabilità!
Inoltre le puericultrici dovrebbero correggere il modo in cui si attacca al seno il bebè, mettere a conoscenza delle varie posizioni che si possono assumere durante la poppata, consigliare sulla dieta ideale e sfatare tutte quelle dicerie sull'argomento "allattamento" che servono solamente a mettere confusione tra le idee -già confuse- di una neo-mamma.

Ad esempio che non si possono mangiare alimenti come aglio e cipolla perchè rende di cattivo gusto il latte e il bambino non lo vorrebbe; In realtà se la mamma durante la gravidanza ha consumato questi alimenti (o altri alimenti particolarmente speziati o dal gusto forte) il bebè sarà già abituato al gusto e quindi non ci sarà nessun riscontro negativo per l'allattamento.

Meglio piuttosto dedicarsi ad un'alimentazione sana ed equilibrata che possa apportare al latte in produzione tutti i nutrienti di cui il bebè necessita per crescere. Si può mangiare di tutto, preferendo, dove possibile, prodotti biologici o, in ogni caso, evitare quelli ricchi di conservanti e coloranti.

Le chilocalorie che deve assumere la mamma che allatta devono essere circa 500 in più della normale dieta: sì quindi a qualche peccato di gola ma se si riesce a non esagerare, l'allattamento può essere un'ottimo aiuto naturale per smaltire i chili presi in gravidanza.

Una raccomandazione molto importante è quella di bere molto, soprattutto acqua e spremute di frutta, comunque bere circa 1 litro al giorno in più di quello che siamo abituate nella normalità!
In questo ci aiuta anche il nostro corpo facendoci avvisare la sete, soprattutto nei primi mesi, ogni volta che i bambini iniziano la poppata.

Altro punto importante da chiarire sono i tempi: come in tutti gli aspetti della crescita di un bebè, ogniuno ha i suoi modi e i suoi tempi!
Alcuni vorranno stare sempre attaccati al seno con brevi intervalli tra una poppata e l'altra, altri addirittura si addormenteranno durante la poppata; ad altri invece saranno sufficenti poppate ogni 3 ore.
Non esiste una vera e propria regola valida per tutti!
Durante il suo primo mese di vita, sarà il bebè stesso a “detterare le regole” a questo proposito!

E' importante sapere che la produzione di latte si adegua alla richiesta: più un bebè si attaccherà al seno più latte verrà prodotto. Proprio per questo motivo l'allattamento “a richiesta” è altro importante fattore per allattare con successo.

Purtroppo si sente sempre più spesso di mamme che rinunciano all'allattamento materno favorendo l'allattamento con latte artificiale, spesso mal consigliate dallo stesso personale ospedaliero.

Mamme: sappiate che l'agalattia, ovvero la mancanza di latte, è molto rara!
Quindi vi consiglio di  munirvi di pazienza e determinazione e proporre il seno al bimbo ogni qualvolta lo richieda! Se arrivate a casa e il bambino, nonostante voi lo attacchiare al seno, continua a piangere e cominciate a credere di non avere latte a sufficenza, potrebbe essere che non sia ancora arrivata la montata lattea (dovrebbe arrivare tra i 3 e i 5 giorni dal parto) e in quel caso dargi una piccola, sporadica aggiunta di latte artificiale non sarà la fine del mondo. Verificate sempre che il bebè non pianga per altri motivi come: pannolino sporco, caldo-freddo, sonno o bisogno di contatto e coccole: chissà perchè quando un bebè piange si pensa sempre che sia fame! Non è sempre così! (leggi anche: "a casa dopo il parto").

Altri motivi che possono far decidere la sospensione dell'allattamento sono dolorosi problemi quali ragadi e mastiti: le ragadi, per quanto dolorose, tendono a guarire in breve tempo, per alleviare il dolore si possono usare degli oli creati appositamente per ammorbidire la delicata pelle del capezzolo ed essere compatibili con l'allattamento.
La mastite è un pò più problematica da risolvere: spesso, quando accade un ingorgo mammario, il dolore che provoca rende molto difficile  l'attaccare al seno il piccolo anche se effettivamente estrarre il latte è l'unico modo per risolvere il problema quindi sarebbe opportuno attaccare al seno il bimbo ancora più spesso, oppure tirare il latte con un tiralatte.

Per avere informazioni sull'allattamento esiste la lega del latte: associazione che promuove l'allattamento materno e mette a disposizione delle consulenti sempre disponibili a risolvere qualsiasi problema, dubbio o perplessità legati a questo argomento.

Pancione...quanto pesi!

Credo che il peso e la forma fisica sia una delle "fisse" tipiche dell'essere femminile e raggiunge il massimo livello nei mesi della gravidanza.

C'è chi si lascia completamente andare e mangia per due, come consigliano le nonne, e arriva a fine gravidanza con un bel bagaglio di chili in più...

Un esempio? Eccomi qua!
Prima di restare incinta di Giorgia, nel maggio del 2005, seguivo una dieta super equilibrata e frequentavo assiduamente la palestra: ero in perfetto peso forma!
Durante i nove mesi sucessivi ho abbandonato la palestra e cominciato a mangiare di tutto...non mi sembrava di esagerare ma a confronto di quanto mangiavo prima... alla fine dei conti sono riuscita a raccimolare ben 24 chili che durante le mie 10 ore di travaglio (più 1 ora di parto vero e proprio e 8 ore di pre-travaglio) ho sentito eccome!

La mia ginecologa mi aveva sempre avvisata che il grasso in eccesso si sarebbe accumulato anche nelle zone interessate durante il passaggio del bambino al momento del parto, ma io credevo fossero solo "chiacchiere"...

Comunque sia Giorgia è nata sana e bellissima, e tutto sommato i chili in più non mi hanno dato altri problemi in gravidanza come gambe gonfie, diabete o, peggio, gestosi...
Il più della fatica è stata quella di eliminarli! ci sono riuscita solo in parte... 6 kg se ne sono andati con la nascita della bimba e nei 4 anni dopo sono riuscita a smaltirne solo altri 8... Quindi me ne rimanevano ben 10 da eliminare quando sono rimasta incinta di Marco...

Con la seconda gravidanza sono riuscita, anche se con grande fatica e parecchie rinunce, a prendere solo 14 chili. Marco in 4 ore è nato e, a distanza di un anno dalla sua nascita, li ho persi praticamente tutti...
Purtroppo mi rimangono ancora quei 10 residui della prima gravidanza, che si sono inollati al mio fondoschiena e non sentono ragioni... 

Mangiare per due, come suggerivano anni fa, non va più seguito come consiglio per una sana e piacevole gravidanza! Se in tempo di guerra e carestia era la regola, ovvero quando il cibo scarseggiava e spesso si era costretti a saltare i pasti, oggi la cosa migliore è seguire la regola di "1 chili al mese".
Diciamo che l'aumento medio consigliabile va dai 9 ai 12 chili nei 9 mesi di gravidanza. (Per un calcolo specifico leggi QUI).
L'apporto calorico giornaliero da aggiungere alla dieta di una donna in stato interessante si aggira sulle 200 Kcal in più, pari a circa 50 gr di pasta.

I chili in più dipendono molto anche dal peso del bimbo, dalla placenta, dalla quantità di liquido ecc.. (vedi QUI).

Comunque sia, chilo più chilo meno non fa grande differenza... la cosa fondamentale è seguire una dieta equilibrata senza rinunciare ad alimenti come frutta e verdura (fonte di zuccheri semplici, vitamine, sali minerali e fibre) e le giuste quantità di proteine, carboidrati e grassi.
Sarebbe meglio non esagerare con il sale e i dolci, evitare i fritti e gli alimenti particolarmente speziati e piccanti soprattutto per il gusto che passa al liquido amniotico e che potrebbe piacere o meno al bebè.
Assolutamente da evitare gli alcolici e i super alcolici...!!!

Una cosa di cui mi sono personalmente pentita è stata quella di abbandonare la palesta una volta venuta a conoscenza della gravidanza in corso: se seguite nel modo corretto, le gravide possono benissimo fare attività fisica: anzi! Il movimento aiuta a mantenere elastici ed allenati i muscoli, compresi quelli della schiena e quelli che interessano il parto.
Per non parlare dei benefici che l'attività fisica regala all'umore.
Anche le passeggiate vanno più che bene per tenere d'occhio la bilancia!

Insomma: mangiare è un piacere! In gravidanza lo è ancora di più! Ma bisogna fare attenzione alla qualità in questo periodo più che mai, perchè quello che mangiamo o che non mangiamo influenza direttamente la formazione del nostro cucciolo!

Ehm... è quasi ora di pranzo...buon appetito!!!

I diritti dei bambini

Anno scolastico 2011-2012 alla scuola dell'infanzia del mio paesello...
Piccolo istituto/grande argomento che farà da filo conduttore per tutte le attività: I diritti dei bambini!

Io sono una paladina dei diritti di tutti, perchè ogni essere vivente merita di vivere una vita dignitosa senza sopprusi, violenze e discriminazioni!.

Animali, etnie diverse, portatori di handicap, preferenze sessuali: credo in un'unica vera regola universale, la regola d'oro: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" e rispetto l'esistenza di tutti così com'è.

Da quando sono mamma i diritti dei bambini mi stanno particolarmente a cuore e sono orgogliosa che sia l'argomento didattico che seguirà Giorgia quest'anno!
Per il momento stanno elaborando il diritto all'identità: Dovranno quindi compilare una vera e propria carta di identità scrivendoci il proprio nome, il luogo e la data di nascita, l'indirizzo di residenza, il colore degli occhi e dei capelli.
Alla fine di questo percorso verrà sottolineato il concetto di come le nostre caratteristiche individuali ci rendano unici ma allo stesso tempo uguali agli altri.
Con il proseguire dell'anno verranno sviluppati concetti come il diritto all'espressione e all'ascolto (facilitare il riconoscimento delle emozioni -rabbia, gioia, tristezza ecc.- esprimendo le proprie ed ascoltando quelle degli altri); il diritto al tempo (tempo di giocare, riposare ecc.); il diritto al benessere (svolgere attività che possano migliorare la qualità della vita del bambino - leggere, fare sport- ballare ecc.).

20 novembre, giornata mondiale dei diritti dei bambini!!!

Credo che alcune mamme potrebbero trovare divertente seguire questo percorso anche all'interno della famiglia, indipendentemente dall'argomento seguito a scuola!
Io lo trovo un'ottimo spunto su cui lavorare con i piccoli che spesso a casa si annoiano! E' sufficente armarsi di carta, matita e fantasia!
In supporto alle attività, come per ogni argomento proposto alla scuola materna, esiste una canzoncina che mia figlia sta imparando:



"La marcia dei diritti"
Un-due, un-due, un-due, un-due. 
È la marcia dei diritti dei bambini.
Della Carta dei Diritti dei bambini
Marsch!
Ho aperto un libricino ed ho letto che un bambino da mangiare, non ce l'ha.  E c'è chi non ha da bere con il rischio di morire: senza acqua come fa? Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo.

Ho sfogliato bene bene quelle foto di bambine invecchiate dal lavoro. E di quelli senza un tetto e di quelli senza affetto senza un poco di decoro.
Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.
I diritti sono di tutti l'ha spiegato la maestra c'è una carta scritta apposta per difendere i bambini. Tutti i capi delle nazioni hanno fatto riunioni hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini Allora perché? Allora perché?
Quando gioco al girotondo penso che su questo mondo c'è qualcosa che non va. Che ci sono dei bambini, sulle strade abbandonati senza mamma né papà. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo.
Poi da un'altra parte ancora c'è chi non può andare a scuola. Chi giocattoli non ha.
E c'è pure chi si ammala e gli manca quella cura che il suo medico non ha. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.
I diritti sono di tutti ... Allora perchè? 
C'è un bambino che lavora, chi subisce una tortura. Che è venduto come schiavo. Chi è costretta per le strade già per vendere l'amore da qualcuno assai cattivo. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo.
C'è chi muore appena nato: non è stato vaccinato. C'è chi cresce malnutrito.  C'è chi viene emarginato c'è chi un handicap ha avuto, c'è chi viene malmenato. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.
I diritti sono di tutti...
Con la Carta, il futuro migliore sarà.
Un-due, un-due, un-due, un-due 

E' la marcia dei diritti dei bambini. Della Carta dei Diritti dei bambini.

Regaliamo libri!

Qualche giorno fa ad un'incontro tra mamme, parlando di bambini e di compleanni, è uscito il problema di quale regalo fare.
Quando compie gli anni qualcuno, piccolo o grande che sia, se non è una persona di cui conosciamo i gusti e i desideri, fare un regalo gradito diventa unimpresa difficile.

Ai bambini di solito si regalano giochattoli oppure abitini... io regalo libri, sempre!
Premetto che ho una particolare avversione per giocattoli di plastica che tendono ad occupare un sacco di spazio, costare un sacco di soldi, rompersi in men che non si dica e di cui i bimbi si stancano dopo averci giocato solo 3 o 4 volte.
Con gli abiti invece, per quanto utili possano essere, non si riesce mai ad indovinare la taglia e, per quanto mi riguarda, ho già tutto quello che serve anche in esubero, proprio perchè tra regali e recuperi di seconda mano gli armadi sono pieni!

Un libro rimane sempre la soluzione ideale:
Occupa poco spazio, ne esistono di adatti ad ogni età, dalle filastrocche e le ninne nanne per i più piccoli ai manuali per il fai da te!
Si possono acquistare ovunque: dalla libreria al centro commerciale e se ne trovano di adatti a tutti i budget!

Poi, ormai si sa, leggere è molto importante per lo sviluppo cognitivo del bambino; lo aiuta a sviluppare la fantasia e l'immaginazione perchè ogni storia è un mondo a parte con nuovi personaggi in nuove ambientazioni  e se a leggerlo è la mamma o il papà, si rafforza anche il legame affettivo genitore-figlio.

I libri di Giorgia
E poi i libri non hanno la data di scadenza! Vedo Giorgia riprendere in mano i libretti centinaia di volte e sembra ogni volta la prima volta! E non è ancora capace di leggere! Prevedo che nei prossimi anni verranno risfogliati tutti ancora e ancora!

Certo Giorgia ha l'esempio di mamma e papà che hanno spesso in mano qualcosa da leggere e probabilmente anche per questo ha un legame così particolare con i libri!

Insomma io vado a colpo sicuro ad ogni compleanno e vedo che è un'oggetto sempre gradito sia dai bambini che dalle mamme!

Se volete saperne di più sulla lettura dedicata ai bambini potete leggere sul sito di "Nati per leggere".

Mamma a tempo pieno

Quando avevo sette anni i miei genitori decisero di costruire una bella casetta tutta per noi e di trasferirci in un paese vicino a quello dove abitavamo prima.
Per poterlo fare c'era bisogno di tanti soldini e mia madre rientrò al lavoro per otto ore al giorno, lasciandomi con la nonna materna.

Per me fu un trauma! Forse la prima vera spaccatura emotiva e sentimentale tra me e mia madre.
Prima di allora aveva sempre lavorato nelle ore in cui ero a scuola o all'asilo e quando tornavo a casa lei era li ad aiutarmi a fare i compiti e a prepararmi la merenda.
Ricordo che quando se ne andava al lavoro io cominciavo a piangere, scappavo nella cameretta che nonna aveva preparato appositamente per me, guardavo la foto di noi due insieme e continuavo a piangere disperata.
Questo trauma da distacco mi fece guadagnare qualche seduta dallo psicologo. Dopo aver disegnato qualche famiglia di animaleti e giocato con i giochini presenti nello studio del dottore, il problema "pianto" cessò, ma la frattura tra me e mia madre non si risaldò più.

Credo che fu allora che io decisi di essere una madre diversa: io non lavorerò fino a quando i miei figli avranno bisogno della mia presenza! E' la mia difficilissima ma ponderatissima scelta e dopo quasi 6 anni di maternità sono ancora convinta ce sia la scelta migliore.

Giorgia è arrivata in un periodo in cui la mia professione andava piuttosto bene. Avevo frequentato la scuola alberghiera con buoni risultati professionali, e dopo aver lavorato in vari alberghi e ristoranti decisi di aprire un piccolo bar.
Dopo tre anni dall'inaugurazione rimasi incinta. Il bar era una ditta individuale e, grazie alla legge Italiana, ciò significava che nessuno al posto mio poteva lavorarci! Il mio primo pensiero fu quello di vendere il bar. E fu così.
Mi si sono rotte le acque nel bel mezzo dell'inventario che stavo facendo con il mio compagno due giorni prima dell'appuntamento dal notaio per la vendita. Quindi ho lavorato fino all'ultimo giorno! La maternità che mi pagò l'Inps furono ben 250 euro al mese per i canonici 5 mesi... se avessi tenuto il bar, con quelli avrei dovuto mantenere me e la bambina e pagato qualcuno che mi sostituisse sul lavoro... Niente di più impossibile! Per non parlare del fatto che sarei dovuta rientrare al lavoro dopo pochissimi mesi dalla nascita di Giorgia...per me era un concetto inconcepibile!

Con la nascita di Giorgia la mia professione cambiò da libera professionista a mamma full-time.
I sacrifici che si devono affrontare con un solo stipendio in casa sono innumerevoli e di certo la crisi degli ultimi anni non ci ha aiutati, ma l'essenziale per vivere dignitosamente c'è sempre.

Per come vedo la vita io, l'essenziale sonoi miei figli! Nient'altro nella mia vita mi ha fatta sentire realizzata come donna, orgogliosa e sicura di me stessa come da quando sono madre!
Veder crescere i miei bambini giorno dopo giorno, essere la prima testimone dei loro successi e dei loro progressi, sentire la loro prima parola e vedere il loro primo passo non ha paragoni economici.
Posso benissimo rinunciare al pantalone firmato e alla scarpa che va di moda quest'anno se il prezzo da pagare è condividere la vita con i miei figli.

Certo la mia professione mi manca! Mi piaceva il lavoro che facevo e, prima che arrivasse Marco, ho anche provato a rientrare nel mondo del lavoro cercando un part-time che mi permettesse di portare un pò di soldini a casa potendo comunque passare il tempo con Giorgia. L'unica cosa che son riuscita a trovare è stato il call-center con contratto a progetto. Io sono una persona accomodante di natura e me lo son fatta andare bene, ma a tratti può essere umiliante e frustrante fare un lavoro che senti essere un ripiego!
Ad ogni modo adesso c'è Marco, e finchè non inizierà a frequentare la scuola materna rimarrà con me esattamente come ha fatto Giorgia.

Oggi giorno sembra quasi che le mamme casalinghe siano delle donne a metà:
Personalmente non mi sento meno donna delle altre, non mi sento una madre irresponsabile perchè non porto a casa soldi che potrebbero farci comprare quei benedetti pantaloni di marca e le scarpe che van di moda!

Non credo che essere mamme in un modo invece che in un'altro sia migliore o peggiore! Credo che ogni donna viva la maternità, la carriera professionale e la vita in modo differente e, come per me dedicarmi completamente ai miei figli è la scelta migliore e la mia maggior realizzazione, per altre potrebbe essere altrettanto importante pensare al poprio futuro sperando che torni d'utilità anche ai figli!

Papà: l'altra metà della mela!

Ho partorito due volte con parto naturale: il primo è durato 19 ore dalla rottura delle acque, di cui 12 piuttosto dolorose. Il secodo meno, 4 ore. Entrambe le volte il travaglio è cominciato di domenica quindi in tutte 2 le occasioni il mio compagno mi è stato accanto quasi costantemente... Insomma: al parto lui è stato presente e guai se non fosse stato così!

Ho appena letto in una rivista "da mamme" che alcuni papà si sentono in diritto di scegliere se entrare o meno in sala parto ad assistere la compagna che mette al mondo il proprio figlio... io non sono d'accordo!

Posso comprendere e accettare che un futuro papà non entri  per timore di svenire alla vista del sangue, questo sarebbe di disturbo per il personale ospedaliero più che un aiuto e un sostegno per la futura mamma già alle prese con dolori e spinte e so che ci sono alcuni padri (che possono essere semplicemente definiti "donatori di sperma" e già è un enorme complimento) che non saranno presenti al parto perchè la madre del loro figlio l'hanno già lasciata sola per tutta la gravidanza e non ci saranno nemmeno dopo... ma, accantonato queste particolari situazioni, non trovo altre giustificazioni plausibii!

Il papà intervistato nell'articolo in questione sostiene che entrare in sala parto non possa essere di vero aiuto, sebbene la moglie sia dell'opinione che la sua presenza sarebbe un grande sostegno.
Questo papà dice anche che, seppur vedere il proprio figlio nascere sia un'esperienza bellissima, non se la sente di vedere la propria compagna soffrire in quel modo...
Scusatemi tanto ma a me pare un discorso di puro egoismo! Allora sarà più di sostegno saperla soffrire da sola in mezzo a dei perfetti estranei senza poter tenere la mano a nessuno e senza poter scambiare sorrisi complici e lacrime di gioia con il proprio compagno!

Non trovo che sia un'opzione tra le quali possa scegliere, un futuro papà, quella di non essere presente alla nascita di suo figlio!
Ebbene sì, perchè il bimbo che sta per nascere non è stato concepito solo dalla madre! Lei dal canto suo non può scegliere se esserci o non esserci in quel momento, non può nemmeno scegliere se fare un parto naturale o un cesareo e, spesso, non esiste nemmeno l'opzione dell'epidurale per alleviare il dolore! La mamma deve portare il pancione, con tutti i pro e i contro, deve vivere il travaglio e il parto, il post parto, l'allattamento... e lui si prende il lusso di scegliere di non voler vedere la compagna soffrire?
No, mi dispiace! Io non sono d'accordo!

Con il mio compagno non è nemmeno sorto il dubbio che lui potesse non esserci in quel momento: è stato sottinteso dal momento del risultato positivo del test di gravidanza che lui ci fosse!
Io non avrei voluto nessun'altro! Nè mia madre, nè la sua, nè amiche o parenti vari... Io volevo solo lui, l'unico con cui ho un feeling e un'intimità tale da poter permettermi di far vedere mentre urlo, piango, parlo a sproposito... Non oso immaginare l'imbarazzo che avrei vissuto con qualsiasi altra persona al mio fianco, e lo sconforto non avendo nessuno.
Nel mio caso poi sono stata fortunatissima! Entrambe le volte lui è stato una presenza silenziosa e costante! Gli ho stritolato dita e braccio ma non ha fatto un fiato! Lo ringrazio e lo amo ancora di più per questo!
Quando i nostri figli sono nati entrambi eravamo li a piangere lacrime di gioia come è giusto e naturale che sia!

Alluvionati!

Con quello che succede in questi giorni in Liguria, non posso che pensare ad un anno fa quando, ad essere alluvionato, fu il mio paese e la mia città.
 Tragedia di entità ben inferiore di quanto accade a La Spezia, ma che comunque ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore.

Avevo partorito da nemmeno 24 ore, fuori dalle finestre la pioggia continuava a scendere ininterrottamente da ormai non so più quante ore! Alle 9 il mio compagno mi manda un sms con su scritto "non sai cosa ti stai perdendo: il fiume è uscito dagli argini!"
Premetto che io vivo al 2° piano di un condominio all'incrocio tra due fiumi, il Bacchiglione e la Roggia, e che dal lato opposto del fiume, che in quel momento usciva dall'argine, c'è una distesa enorme di campi dove il fiume si stava riversando.
Nel momento in cui il mio compagno mi scrisse quel messaggio non avrebbe mai immaginato -nè lo immaginavo io!- che la situazione sarebbe peggiorata, che a due paesi di distanza gli argini non avrebbero retto la portata e l'acqua proveniente dalle montagne avrebbe invaso il paese anche dall'altro lato del campo!

Infatti dopo qualche ora un'altro messaggio, sempre di papà, mi avvisa che il garage è perduto!
Mi prende un pò la disperazione...
In quel garage ci sono 33 anni di ricordi! Il mio appartamento è troppo piccolo per poter metterci le cose che non si usano ogni giorno, non ho uno sgabuzzino nè una stanza in più, di conseguenza tutto va a finire in garage... l'auto non ci sta, è troppo pieno di scatoloni e oggetti.
Ci sono le foto e tutti i negativi che non ci sono stati negli album di foto, i giochi e i vestitini di Giorgia che avevo tenuto da parte per Marco, passeggino, la collezione di cd che in sala non ci stava più, i libri... tantissimi libri! Quelli che appena un mese prima abbiamo archiviato proprio per far spazio in vista della nascita di Marco! 
E poi bicicletta, motorino... i miei diari di scuola che ogni tanto riprendevo in mano per ricordare la mia adolescenza, gli addobbi di natale, lo stereo, la chitarra di papà, coperte che tenevo da parte per quando mi sarebbero servite... e poi una scatolina a cui tenevo tanto e che non so come mai avevo messo in garage pensandola al sicuro... quella dove avevo messo tutte le cosine di Giorgia tra cui i braccialetti di plastica dell'ospedale!
Se potessi tornare indietro anche solo per quelli! Non siamo riusciti a ritrovarli, per quanto li abbiamo cercati! Chissà dove sono finiti tra il fango e l'acqua sporca... dopo un anno ancora mi si stringe forte il cuore per quel ricordo insostituibile che non riavrò mai più, che non potrò mai far vedere a Giorgia... E pensare a quanto ci tenevo che lei lo avesse per sè! Io che con tanta cura e amore ho custodito quello che tanti anni fa mi ha dato mia madre di quando sono nata io...

In quel momento, in ospedale, non ci volevo pensare a quello che c'èra in garage! Mi imponevo di rimanere serena per il mio piccolo amore che aveva bisogno di una mamma serena! Ma in fondo al cuore qualcosa mi feriva come se ci fosse conficcato uno spillo... io mi lego agli oggetti purtroppo, li associo ai ricordi e dò valore anche alla carta di una caramella se vi è legato un ricordo che per me è importante... quindi quel garage era un pò il percorso a ricordi di un'intera vita...

E poi la proccupazione era anche per Giorgia e papà a casa senza poter uscire, senza corrente elettrica, senza riscaldamento nè gas... il cellulate quasi scarico e nessuna possibilità di ricaricarlo! Comunicavamo con sms ma solo per necessità estrema, non si potevano sprecare secondi di batteria!
E per fortuna in casa c'erano tante candele!
Giorgia quella notte ha dormito nel lettone con papà!
Mi ha raccontato, qualche tempo dopo, che tutto sommato non era stata una brutta notte... appena sceso il buio avevano sfruttato la carica del computer portatile per guardare insieme un film e poi papà le aveva letto una storiella alla luce delle candele... Si sentiva il rumore dello scorrere dell'acqua... Papà era tanto preoccupato perchè qualche giorno dopo io e Marco saremmo dovuti tornare a casa e lui non sapeva come potevamo fare con un bambino di pochi giorni in quelle condizioni...
Tra le altre cose papà stava anche poco bene... anche lui reduce della stessa indigestione che aveva colpito me la notte prima di partorire...

Per fortuna il giorno dopo la pioggia è cessata e l'acqua ha cominciato a scendere... gli addetti del ripristino dell'energia elettrica hanno tempestivamente fatto tornare la corrente elettrica, e appena passato il pericolo per le strade, Giorgia è andata per qualche giorno dalla nonna, in modo da essere al sicuro lontano da li!

Il 3 Novembre io sono stata dimessa dall'ospedale con il mio piccolo tra le braccia. Giorgia lo aveva conosciuto, senza un vetro a dividerli, soltanto una volta che l'acqua a casa era rientrata in condizioni di sicurezza.
Inoltre l'ospedale stesso è stato colpito dall'alluvione! Il parcheggio era completamente sott'acqua e in piena notte si sentiva il rumore delle pompe che svuotavano l'acqua nei sotterranei... Il personale che mi ha seguita in quei giorni (grazie infinite a tutti!) ha fatto doppi e tripli turni per l'ipossibilità di farsi dare il cambio: non si partiva nè si arrivava in ospedale! Se non ci fossero stati i gommoni della protezione civile saremmo stati completamente isolati! La protezione civile... il mio piccolo paese è riuscito a rinascere con dignità e forza, svuotando garagi e spalando fango grazie anche al loro prezioso aiuto!

Percorrendo la strada che mi riportava a casa e che portava a casa sua per la prima volta Marco, le lacrime scesero copiose sulle mie guance... Montagne di oggetti diventati spazzatura... oggetti, mobili, elettrodomestici...
Persone munite di stivali, canne dell'acqua e pale intenti a risistemare, mettere in ordine, pulire... Tutti con il viso provato... tutti stanchi e rassegnati.

Ho una visione distorta e un pò fantasiosa di ciò che è accaduto: io ho visto solo delle foto e ascoltato i racconti di tante persone, non ho visto con i miei occhi l'alluvione. Ho visto ciò che ne è rimasto e ho respirato il trambusto e la volontà di tornare alla normalità di tutti quelli che guardavo dalla finestra con il mio piccolo Marco tra le braccia... Mi hanno impedito di scendere per giorni per paura delle malattie che si sarebbero potute diffondere per via dell'acqua di fogna che si è mischiata a quella dei fiumi... non me lo potevo permettere!
Il giorno in cui sono tornata a casa ho appeso il fiocco azzurro che il mio compagno non aveva ancora avuto modo e tempo (e nemmeno tanta "testa") di appendere sul terrazzo... una nota di colore, di gioia e speranza in tutto quel trambusto e in tutto quel grigiore!

Nell'alluvione dell 1° Novembre 2010 a Cresole di Caldogno ha perso la vita un signore perchè si è trovato prigioniero nella sua cantina e, per fortuna è stato l'unico a rimetterci la vita. Molti ci hanno rimesso il garage, la cantina e tutto ciò che era al piano interrato e al piano terra. Tanti ci hanno rimesso l'intera casa!
Ci sono bambini dell'età di Giorgia, frequentanti la stessa scuola, terrorizzati ancora oggi di mettere il piede in una pozzanghera e che fanno incubi legati all'acqua.
La palestra della scuola materna ed elementare è stata il luogo di accoglienza dove hanno dimorato molti compaesani che non potevano rimanere in casa... Chi a casa non c'è potuto tornare più...

Io sono stata molto fortunata! Primo: per aver partorito il giorno prima e non lo stesso giorno in cui l'acqua è uscita dagli argini (non sarei riuscita ad arrivare in ospedale!).
Secondo: perchè, in fondo, il garage non è nulla in confronto ad una vita o alla possibilità di rientrare nella propria casa!
I miei beni non sono stati risarcibili perchè affettivi... ma i ricordi li porto stretti al cuore!

Un mio pensiero caloroso e un augurio per un domani migliore agli alluvionati della Liguria.