Come riuscire a pubblicare velocemente su Facebook i video amatoriali.

Spesso succede di voler pubblicare su Facebook un video girato con la fotocamera o con il telefonino ma ci si ritrova a dover attendere il caricamento anche per 1 ora, anche se il video in questione dura 10 secondi.
Io ho rinunciato moltissime volte prima di scoprire "Windows Movie Maker".
Proverò a spiegarvi come fare a comprimere un video con questo programma (leggete le didascalie delle immagini e osservate le freccette), riducendo il tempo di caricamento in Facebook da 60 minuti a pochi secondi (leggermente a discapito della qualità purtroppo).

Cliccare su "Start" (in basso a sx del desktop) e aprire "Windows Movie Maker". (Cercandolo in" tutti i programmi" o digitandone il nome nel quadrattino dove compare la scritta "inizia ricerca");
Importare il video cliccando su "Importa file Multimediali"
Trascinare il video sulla barra in basso della "Sequenza Temporale"
Cliccare su "Pubblica in/Questo computer"

 
In questa pagina dovrete scegliere il nome da dare al video e dove lo volete salvare. Una volta fatto cliccate su "Pubblica" in basso a dx
 In questa pagina dovete scegliere l'opzione "Compressione" e andare avanti cliccando su "Pubblica"  





A questo punto non dovete far altro che attendere la compressione e la pubblicazione del video sul vostro Compiuter e chiudere il programma.
Ora potrete pubblicare il vostro video su Facebook o da qualsiasi altra parte in pochi secondi!

Assegno di maternità

Quando una donna lavora e diventa madre ha diritto ad un indennizzo di maternità elargito dall'Inps.
Quando invece una donna non lavora o comunque non ha i requisiti richiesti dall'Inps, può richiedere l'assegno di maternità al proprio Comune entro i 6 mesi dalla nascita del bambino.

Quando è nato Marco nel 2010, visto che prima della sua nascita non avevo maturato abbastanza ore di lavoro per richiedere quello statale, ho richiesto l'assegno di maternità al mio Comune di residenza e dopo un mese circa dalla richiesta ho ricevuto circa 1550€ pari a 5 mensilità da 310€.

La cicogna che scoprì che l’amore non scalda solo il cuore

Quando è nato Marco, nell'ottobre del 2010, tra i bellissimi regalini che mi e gli sono stati fatti c'era una tutina della Chicco accompagnata dal catalogo autunno-inverno 2010/2011 della Collezione Nursery di Chicco.

Un'idea davvero bellissima: quella di illustrare, con i vari capi di abbigliamento, una favola da leggere ai bambini.
La favola racconta di un bimbo, di una cicogna coraggiosa e di una famiglia speciale. Inutile dire che la favola è piaciuta tantissimo sia a me che a Giorgia (Marco è ancora piccolino..) e che il libretto-catalogo si è guadagnato un posto tra i libri di famiglia!

La cicogna che scoprì che l’amore non scalda solo il cuore
“C’era una volta un nido lontano lontano, così lontano che per quanto potessi avvicinarti non eri mai vicino abbastanza. In quel nido viveva la Regina delle Cicogne e solo pochissime altre cicogne, le più fidate, potevano entrare.

Quella sera, una sera d’inverno, nel nido si doveva prendere una decisione difficile. La famiglia che viveva nella Casetta in Cima al Mondo aveva chiesto un altro bambino.

Non sarebbe stato un problema per il Mondo delle Cicogne se non fosse che in quel momento tutte le cicogne del Reparto Speciale Consegne Impossibili erano fuori in missione. E nessuna delle cicogne presenti era in grado di affrontare un viaggio così lungo e pericoloso. Ma del resto nessuna delle cicogne presenti voleva lasciare quella famiglia senza il bambino.

Dopo ore di discussione la Regina delle Cicogne decise che c’era solo un modo di risolvere questo problemae spedì una Cicogna Viaggiatrice a chiamare Maestà, la Regina delle Aquile Reali. Chi meglio di lei avrebbe potuto aiutarle?

E così tra inchini e un grande sbattere di ali festoso nel nido lontano lontano arrivò Maestà. Le due regine si ritirarono per decidere il da farsi. Uscirono poco dopo, con un bel sorriso stampato sul becco. Maestà si offrì di accompagnare fin lassù chiunque si fosse proposto volontario per consegnare il bambino.

Si fece avanti Adelina, una cicogna minuta ma con occhi vispi e un cuore grande come le ali di un Albatros. Adelina prese il bambino con sé, salutò tutti e spiccò il volo insieme a Maestà.

Intanto nella Casetta in Cima al Mondo gli altri bambini sentivano che qualcosa di speciale stava per succedere e si davano il cambio alla finestra come sentinelle di guardia. Qualcuno sarebbe arrivato, il vento trasportava quel profumo fresco che hanno le novità. E il vento non mente mai.


Ci vollero nove mesi per arrivare sulla vetta di quella montagna così alta che a guardarla da sotto non si riusciva a vedere la fine. Arrivarono di notte, nevicava forte e non si vedeva ad un palmo dal naso. La famiglia, che aspettava il bambino, aveva sistemato fuori dalla porta due file di candele parallele.

A vederle dall’alto sembravano proprio una pista d’atterraggio. E così in quella notte di pieno inverno, mentre la neve come una coperta si stendeva sulla montagna, mentre il vento trasportava il freddo da una parte all’altra del mondo, mentre le stelle lassù nel cielo cercavano di scaldarsi stando vicine vicine, Adelina e Maestà toccarono finalmente terra.


La povera Adelina battè il becco per il freddo, era stravolta da quel viaggio che sembrava non finire mai. Anche Maestà era stanca, ma più abituata a quelle temperature fece un respiro, salutò Adelina avvolgendola con le sue ali calde e si rimise in volo verso casa.

Muovendosi contro quel freddo, la cicogna avanzava lentamente verso casa e quando arrivò a bussare alla porta aveva praticamente il becco congelato.

Le aprì una giovane donna, molto bella, con le guance rosse e i capelli biondi e grandi occhi abituati a guardare lontano. Aprì la porta e la prima cosa che fece fu quella di diventare di nuovo mamma. L’uomo la raggiunse sulla porta e diventò di nuovo papà. E la prima volta che presero in braccio il loro bambino erano così felici che decisero di chiamarlo Settimo Cielo. Aveva occhi blu come il più bello dei cieli belli e un sorriso bianco di panna montata e mani piccole ma piene di futuro.

A dispetto del freddo polare che c’era fuori, in casa c’era un calduccio che lasciò Adelina a becco aperto. Quando chiese alla mamma il segreto di quel tepore, la mamma le spiegò che quella Casetta in Cima al Mondo aveva dei riscaldamenti speciali, dei riscaldamenti alimentati ad Amore. “Ad Amore?” chiese stupita Adelina. “Sì ad Amore, e più Amore c’è in casa più fa caldo” Rispose la mamma. E da quando era arrivato Settimo Cielo in casa c’era più Amore che mai, e faceva caldo come non lo aveva mai fatto. La mamma prese poi un pezzo d’Amore da una cesta e lo mise nel camino, perchè in quella casa anche nel camino bruciava Amore. E anche le coperte e i vestiti, tutto era fatto d’Amore perchè, come scoprì quella sera Adelina, non c’è niente di più caldo dell’Amore nel mondo.

Adelina cominciò a guardare tutti i vestitini nuovi di Settimo Cielo e tra sorrisi e cinguettii, tra un “Ma è deliziooosoooo…” e un “Checcarinooo…” si dimenticò di tornare al nido.

Passarono le ore, passarono i minuti, passarono due famiglie di pupazzi di neve con i loro piccoli di ritorno da casa di amici e si fece ora di mettersi tutti a nanna.

Mamma, papà, bambini e cicogna si infilarono nei loro letti e lettini e arrivò la notte ad abbracciarli tutti. La notte diventò giorno, e il buio diventò luce, la colazione diventò un gioco come tutto quello che toccano i bambini. Anche Adelina giocò alla colazione, più stava in quella casa più voleva restarci. E invece più stava in quella casa più si faceva ora di andare.

Il pensiero di rimettersi al freddo e al gelo dopo aver provato il tepore dell’Amore non le piaceva per niente. E poi, a vedere tutti quei bei vestiti che riparavano così bene dal freddo provava una certa, piccola invidia. La mamma se ne accorse e così prese un filo d’Amore e uno di Gratitudine e li intrecciò insieme per farne una sciarpa per Adelina.

Con la sua sciarpa di Amore caldissimo Adelina ripartì verso casa. L’ultima cosa che vide fu la Casetta in Cima al Mondo che a guardarla da fuori non sembrava diversa da tante altre, ma lei che l’aveva vista da dentro sapeva che era una casetta speciale. 

Quando finalmente raggiunse il nido lontano lontano, la Regina delle Cicogne volle sapere tutto. Adelina rispose che non c’era molto da sapere, che l’unica cosa che c’è da sapere è che la vita senza l’Amore è gelata come una lunghissima notte d’inverno.

E mentre si allontanava tutti la videro che si stringeva nella sua sciarpa nuova.”

Fine 

Sanremo 2012

Il Festival non lo guardo più ormai da anni.
Amo la musica e la canzone italiana e purtroppo il Festival non rende merito alla varietà di cantanti di carattere e di talento dello stivale.

Troppo show, troppa attenzione al fattore "auditel" e troppo poco spazio dedicato alla vera protagonista: la musica!
E pensare che gli italiani da anni continuano a lamentersi proprio di questo: noi vogliamo più canzoni! Vogliamo svegliarci la mattina con una nuova canzoncina che ci solletica il padiglione auricolare e vogliamo avere una vasta scelta tra cui poter sbizzarrire i nostri gusti.

Invece ci svegliamo al mattino con la farfalla di Belen che svolazza ovunque... e questo la dice lunga sul Festival, sulla Rai e sull'Italia!

Oggi voglio dare un giudizio personale alle canzoni finaliste, dopo averle ascoltate un paio di volte...

Ha vinto Emma con la canzone "Non è l'inferno": tutto sommato un sound che non dispiace, una bella voce e un testo di attualità che non poteva passare inosservato in questi giorni di crisi, anche se personalmente non amo molto le canzoncine banal-populiste (come dice la mia amica Kikka azzeccando perfettamente la classificazione del tipo di canzone!). Non mi ha nemmeno molto convinta che non avesse ben presente chi fossero gli autori della sua canzone ma spero fosse solo un dejavù dovuto all'emozione!


Ho…..
dato la vita e il sangue per il mio paese
e mi ritrovo a non tirare a fine mese
in mano a Dio le sue preghiere

Ho….
giurato fede mentre diventavo padre
due guerre senza garanzia di ritornare
solo medaglie per l’onore

Se….
qualcuno sente queste semplici parole
parlo per tutte quelle povere persone che
ancora credono nel bene eee

Se…..
tu hai coscienza guidi e credi nel paese
dimmi cosa devo fare per pagarmi da mangiare
per pagarmi dove stare
dimmi che cosa devo fare

No questo no
non è l’inferno
ma non comprendo
com’è possibile pensare che sia più facile morire

Io no
No non lo pretendo
ma ho ancora il sogno
che tu mi ascolti e non rimangano parole

Ho….
pensato a questo invito non per compassione
ma per guardarla in faccia e farle assaporare
un po’ di vino e un poco da mangiare

Se….
sapesse che fatica ho fatto per parlare
con mio figlio che a 30 anni teme il sogno di sposarsi
e la natura di diventare padre

eeee
Se sapesse quanto è difficile il pensiero
che per un giorno di lavoro
c’è che ancora ha più diritti di chi ha creduto
nel paese del futuro

No questo no
non è l’inferno
ma non comprendo
com’è possibile pensare che sia più facile morire

Io No
non lo pretendo
ma ho ancora il sogno
che tu mi ascolti e non rimangano parole
Non rimangono parole eeee

naaaaa nanananana
Come è possibile pensare
che sia più facile morire

Io no
io non lo pretendo
ma ho ancora il sogno
che tu mi ascolti e non rimangano parole
Non rimangano parole
Non rimangano parole


Seconda classificata Arisa con la canzone "La notte": Ho un debole per questa ragazza, mi piace molto il suo talento e la sua voce pulita ma devo purtroppo ammettere che non è più la ragazza originale e unica di quando si è presentata al Festival con "Sincerità". Adoravo il suo stile retrò nel vestire, gli occhialoni e il rossetto rosso fuoco sulla pelle chiara, quelle scarpe a tacco largo e i suoi chiletti in più. Ora è una tra le tante, tacco 12, lenti a contatto, abiti alla moda e un be pò di chiletti in meno! Io credo che non abbia guadagnato nella trasformazione anche se la sua voce e il suo talento rimangono immutati! La canzone è carina e orecchiabile ma se devo dire la verità non la trovo molto diversa dalle altre che ha proposto in passato.


Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare
perché mi porto un dolore che sale che sale
Si ferma sulle ginocchia che tremano
e so perché
E non arresta la corsa lui non si vuole fermare
perché è un dolore che sale che sale e fa male
Ora è allo stomaco fegato vomito fingo ma c’è
E quando arriva la notte
e resto sola con me
La testa parte e va in giro
in cerca dei suoi perché
Né vincitori né vinti
si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci l’amore continuerà

 Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare
Ma c’è il dolore che sale che sa e e fa male
Arriva al cuore lo vuole picchiare più forte di me

Prosegue nella sua corsa si prende quello che resta
Ed in un attimo esplode e mi scoppia la testa
Vorrebbe una risposta ma in fondo risposta non c’è

E sale e scende gli occhi il sole adesso dov’è
Mentre il dolore sul foglio è
seduto qui accanto a me
Che le parole nell’aria
sono parole a metà
Ma queste sono già scritte
e il tempo non passerà

Ma quando arriva la notte, la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro
in cerca dei suoi perché
Né vincitori né vinti
si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci l’amore poi continuerà….aaa

Ma quando arriva la notte, la notte
e resto sola con me
La testa parte e va in giro
in cerca dei suoi perché
Né vincitori né vinti
si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci
la vita poi… continuerà
continuerà
continuerà


Terza classificata Noemi con la canzone "Sono solo parole": prima del televoto che ha voluto vincitrice Emma, al top della classifica c'era proprio Noemi! A giudicare dai vari commenti, che corrono in rete pare proprio che la vera vincitrice sia lei! In effetti è una bella canzone d'amore, interpretata divinamente da una voce bellissima e scritta da un cantautore che io amo molto: Fabrizio Moro.



Avere l’impressione di restare sempre al punto di partenza
E chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza
Considerare che sei la ragione per cui io vivo
Questo è o non è
Amore
Cercare un equilibrio che svanisce ogni volta che parliamo
E fingersi felici di una vita che non è come vogliamo
E poi lasciare che la nostalgia passi da sola
E prenderti le mani e dirti ancora
Sono solo parole
Sono solo parole
Sono solo parole le nostre
Sono solo parole
Sperare che domani arrivi in fretta e che svanisca ogni pensiero
Lasciare che lo scorrere del tempo renda tutto un po’ più chiaro
Perché la nostra vita in fondo non è nient’altro che
Un attimo eterno un attimo
Tra me
e te
Sono solo parole
Sono solo parole
Le nostre
Sono solo parole
Sono solo parole parole parole parole eeeee
E ora penso che il tempo che ho passato con te
Ha cambiato per sempre ogni parte di me
Tu sei stanco di tutto e io non so cosa dire
Non troviamo il motivo neanche per litigare
Siamo troppo distanti distanti tra noi
Ma le sento un po’ mie le paure che hai
Vorrei stringerti forte e dirti che non è niente
Posso solo ripeterti ancora
Sono solo parole
Sono solo parole
Sono solo parole
Le nostre
Sono solo parole
Le nostre
Sono solo parole
Sono solo parole parole parole parole
Sono solo parole

Quarti classificati Gigi D'Alessio e Loredana Bertè con la canzone "Respirare": premetto che la simpatia, se non altro storica, che provo per Loredana, viene completamente rasa al suolo per l'antipatia naturale che provo per Gigi... detto questo mi ha dato l'impressione di essere una coppia "tattica" più che una coppia artistica... Comunque sia musicalmente parlando non è poi così male, si lascia ascoltare anche se, non mi spiego perchè, mi fa affiorare alla mente le sigle dei cartoon...


Fermati un momento
Dimmelo chi sei
Unica guerriera
Non ridi mai
Prova un po’ ad amare
E amati di più
Non è sempre uguale
Lui non c’è più
E’ un passato da bruciare
Torna ad essere di nuovo ancora tu 

Io non voglio amare
Solo libertà
Sono chiusa a chiave
e ci resterò
So di farmi male
Male non mi fa
Voglio stare sola
Così mi va
Non trovare più parole
Sono un muro che non crollerà 

Re…Re… respirare
Ad occhi chiusi
prova a farlo anche tu
La mia ragione
si farà sentire
E’ ciò che conta
Non c’è niente di più 

Ci sei ma non ci sei
Non cambio idea per davvero
Ragioni non ne hai
Prova a soffrire anche tu
Perché star male?
Bugiardi come la luna
Noi siamo ancora qua 

Sono maledetta
Questo sì lo so
Forse per vendetta
O forse no 

E’ solo una prigione
La tua falsa libertà
Apriti alla vita
Io sono qua 

Siamo sole e temporale
Sarò vento che il tuo fuoco accenderà.


Solo quinti in classifica, purtroppo, Pierdavide Carone e Lucio Dalla con la canzone "Nanì": una coppia artistica meravigliosa, interpretazione di un Pierdavide trasformato in uomo, un testo da autore d'elite e una melodia poetica: certamente la mia preferita in assoluto!



Nanì, Nanì, Nanì

Ti ho scovato dentro ad un sentiero
ma non sono stato mai sincero.
Nanì, Nanì, Nanì
Prima e dopo tanti come me,
a cercare il mondo che non c’è.
Nanì, Nanì, Nanì
Questo bosco ormai ha il tuo stesso odore,
Di una bocca senza il suo sapore.
Nanì, Nanì, Nanì
Venti euro di verginità,
quelli al padrone, la mia che resta qua.
Dimmi perché tu ami sempre gli altri e io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via quando ti ho detto
“Vieni via con me”
Nanì, Nanì, Nanì
Piove ma non ti puoi riparare,
C’è un camionista da accontentare
Nanì, Nanì, Nanì
Anche lui è solo come noi
Siamo dentro a un mondo senza eroi
Dimmi perché tu ami sempre gli altri e io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via quando ti ho detto
“Vieni via con me"
Potrei stare giorni ad annusare il tuo mestiere anche con me,
Potrai sposarmi anche se non mi amassi e capirei il perché
Dimmi perché tu ami sempre gli altri e io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via quando ti ho detto
“Vieni via con me”
Vieni via con me,
Vieni via con me…


Sesta classificata Dolcenera con la canzone "Ci vediamo a casa": altra bella canzone d'amore ben interpretata da una brava cantante ma che non regala nulla in più di ciò che già è stato ascoltato in passato.



La chiamano realtà
Questo caos legale
Di dubbie opportunità,
Questa specie di libertà
Grande cattedrale
Ma che non vale un monolocale,
Un monolocale

Come sarebbe bello potersi dire
Che noi ci amiamo tanto,
Ma tanto da morire
E che qualunque cosa accada
Noi ci vediamo a casa

Voi e tutti i falsi eroi,
Verso il malaffare 

Vicino alla crudeltà  
Questa pseudo-eredità
Di forma culturale
Che da tempo non fa respirare,
Non fa respirare

Come sarebbe bello potersi dire
Che noi ci amiamo tanto,
Ma tanto da morire
E che qualunque cosa accada
Noi ci vediamo a casa
Come sarebbe bello potersi dire
Non vedo l’ora di vederti amore
Con una scusa o una sorpresa,
Fai presto e ci vediamo a casa

La chiamano realtà
Senza testimone
E di dubbia moralità,
Questa specie di libertà
Che non sa volare, volare, volare, volare

Come sarebbe bello potersi dire
Che noi ci amiamo tanto,
Ma tanto da morire
E che qualunque cosa accada
Noi ci vediamo a casa
Come sarebbe bello potersi dire
Non vedo l’ora di vederti amore
Con una scusa o una sorpresa,
fai presto e ci vediamo a casa


Premio della critica "Mia Martini" vinto da Samuele Bersani con la canzone "Un pallone": canzone di spessore sociale ma senza il banal populismo evidenziato nella canzone 1^ classificata. Come al suo solito Bersani va un pò tradotto oltre che ascoltato, cercando tra le righe i significati celati dalle parole.



Un pallone rubato
E’ dovuto passare
Dalla noia di un prato all’inglese
A un asfalto che Garibaldi a donare,
Dalle scarpe di Messi
Alle scarpe ignoranti,

A una rabbia calciata di che lo
Fa volare più in alto dei santi
Un pallone bloccato
Fra gli uccelli su un tetto
Finge di essere un uovo malato
In attesa soltanto di un colpo di becco
Per poter scivolare
E cadere dal bordo
Basterebbe una semplice pioggia però
Anche il cielo deve esser d’accordo
Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità in un miraggio che presto svanirà
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Un pallone scappato
Sa rubare la scena
Alle ruote dei camion che in mezzo alla strada
Per caso lo sfiorano appena
Quando gli manca un metro
A una lunga discesa
Una scheggia di vetro lo ferma perché
E’ contraria alla libera impresa
Un pallone bucato
Non è più di nessuno
Anzi viene scansato da tutti i bambini
E lasciato a ingiallire nel fumo
Dei rifiuti bruciati
Sotti ai fuochi di agosto
Come se fosse giusto un destino così
Arrivando alla fine di un corso
Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Ci vuole molto coraggio a rimanere qui in un ambiente malato in cui è sempre lunedì
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità in un miraggio che presto svanirà
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso.


Nina Zilli con la canzone "Per sempre": Nina sarà la rappresentante italiana all'Eurovision Song Contest 2012, come comunicato da Morandi durante la serata finale del Festival. Questo le può fare onore sebbene la sua canzone non risulti in podio. Nina ha una voce che ricorda Mina e il suo stile un pò retrò fa di lei una cantante che può piacere o meno ma senza dubbio originale. Carina la canzone che non tradisce il suo stile, ma non ho amato molto l'interpretazione un pò troppo teatral-legnosa di Nina.




Se un giorno tu
Tornassi da me dicendo che
È stato un errore
Lasciarmi andare lontano lontano da te
Se un giorno tu
Parlassi di me
Dicendo che
Sono il tuo rimpianto e non riesci a dormire
Allora ti direi
Stavolta sarebbe per sempre
Non importerebbe niente se
Le parole tue
Mi hanno fatto male ma tanto vale che
Stavolta sia per sempre
Perché l'orgoglio in amore è un limite
Che sazia solo per un istante e poi
Torna la fame
Se un giorno tu
Sentissi che c'è qualcosa che
Non ti sai spiegare non ti lascia andare
Non chiedere a me
Neghi la verità
Ora che non ti serve piangere
Puoi lasciarti cadere
Dimenticare non basterà
Ma illudimi che sia per sempre
Non importerebbe niente se
Le parole tue
Mi hanno fatto male ma tanto vale che
Stasera non cedo a niente
Perché se perdo in amore perdo te
Che accendi il mondo per un istante e poi
Va via la luce
E so che è stupido pensarti diverso
Da ciò che sei realmente
Di quello che ho dato non ho avuto indietro
Neanche quel minimo
Per cui valga la pena di star male
Mentre affoghi nei tuoi errori
E cerco di capire l'irrefrenabile
Bisogno di cercare amore
In quel terreno che è fertile neanche a
Morire
E invece di morire ho imparato a respirare
Per sempre uh yeah
Le parole tue
Mi hanno fatto male ma tanto vale che
Stavolta non dirò niente
Perché l'orgoglio in amore è un limite
Che sazia solo per un istante e poi
Torna la fame.


Tra i finalisti Eugenio Finardi con la canzone "E tu lo chiami Dio": canzone impegnata di un grande cantautore della musica italiana. Mi è piaciuta molto, peccato che non è la classica canzonetta da Sanremo e quindi non apprezzata come avrebbe dovuto essere.




Vorrei volare ma non posso,
E resto fermo qua
Su questo piano che si chiama Terra
Ma la Terra si ferma
Appena io mi rendo conto
Di avere perso la metà del tempo
E quello che mi resta è di trovare un senso
Ma tu, sembri ridere di me,
Sembri ridere di me

E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te
Ma conosco l’amore
Io, io che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore..

Vorrei volare ma non posso
e spingermi più in là
Adesso che si fa silenzio attorno
Ma il silenzio mi parla
Devo combattere con le mie lacrime,
mica con una poesia
E non c’è ordine nei letti d’ospedale
In una fotografia rivedo
dritta sulle spalle la mia figura..

E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te
E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te
Ma conosco l’amore
Io, che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore.
E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Io, io sono come te



e Francesco Renga con la canzone "La tua bellezza": su questa canzone devo dire di esseremi fatta dei pregiudizi errati; la credevo la solita melensa canzoncina noiosa tipica del Francesco Renga post Timoria... invece mi ricredo! Tutto sommato non è così male, una dichiarazione d'amore cantata da una voce meravigliosa!
 



Mentre aspetto che tutto finisca
E ti guardo perché sei perfetta
Sei la cosa che più mi spaventa
Mentre togli il vestito di fretta
Non rimane che la meraviglia
Che la tua pelle nuda risveglia
Sto precipitando amore mio
Come la pioggia sul tuo viso
Come il cielo quando crolla all’improvviso
Se la tua bellezza è
Furiosa e nobile
E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Se la tua bellezza è
La tua bellezza è …
Mentre giri sull’ultima giostra
Come sopra due metri di onda
Ogni mio desiderio si incendia
Stanno rotolando amore mio
Queste stagioni
Come sassi in un torrente
Come fanno i nostri sogni
Se la tua bellezza è
Furiosa e nobile
E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Se la tua bellezza è
La tua bellezza
E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Domani è un giorno lontano
Ora che per l’unica volta ci amiamo
E’ per me
La tua bellezza
La tua bellezza
Se la tua bellezza è
Furiosa e fragile
E’ qualcosa che somiglia alla parte migliore di me
Se la tua bellezza è
La tua bellezza è


Vincitore della categoria Nuove Proposte Alessandro Casillo con la canzone "E' vero (che ci sei)": giovane già piuttosto famoso grazie al programma presentato da Gerry Scotti Io Canto, parte un pò avantaggiato proprio per questa sua popolarità (non avendo seguito Io Canto io non sapevo nemmeno chi fosse...) che lo porta a vincere la sezione dei Giovani. A me non è piaciuta moltissimo nè la canzone nè l'interpretazione... avrei preferito vincesse Marco Guazzone con la canzone "Guasto".



Perché
ho scritto una risposta per me, per te
vorrei
ma ho scelto di aspettare
vorrei qualcosa, vorrei
un giorno per star con te, per come sei
qualcosa di vero che proteggerei
che poi
non parlo mai abbastanza,
però ripeto, però
qualcosa di vero c’è ma non si sente
qualcosa che sembri tu nella mia mente
dentro il cuore che batte più forte
quando stai con me
quando il mondo mi sembra più bello
inizia ad essere
perché è vero, è vero che ci sei
se ci sei
perché è vero, è vero che ci sei
vorrei
e accorcio le distanze
potrei
non dirle mai che cerco qualcosa in più
da non pretendere
e sento qualcosa che non so nascondere
dentro il cuore che batte più forte
quando sto con te
quando il mondo mi sembra più bello
inizia ad essere
perché è vero, è vero che ci sei
perché è vero, è vero che ci sei
perché per te
ho scelto qualcosa in più da vivere
perché per noi
c’è sempre qualcosa che diventerei
dentro il cuore che batte più forte
quando sto con te
quando il mondo mi sembra più bello
inizia ad essere
perché è vero, è vero che ci sei
se ci sei


Le mie opinioni personali lasciano il tempo che trovano; ora starà alle radio e alla vendita dei dischi decretare il vero vincitore!
Se non si era capito io tifo per "Nanì"!

Carta acquisti: un piccolo aiuto alle famiglie



Già da qualche anno esiste la possibilità,  nelle famiglie dove c'è un bimbo che non ha ancora compiuto 3 anni, di richiedere la CARTA ACQUISTI.
Si tratta di una Carta elettronica di pagamento prepagata e ricaricabile emessa da Poste Italiane per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Viene ricaricata per un totale di 80€ a bimestre e si può usare in tutti i negozi alimentari abilitati al circuito Mastercar e che possiedono i Codici merceologici e gli altri requisiti previsti dal Ministero o negli uffici postali.

Per maggiori informazioni, per verificare se avete i requisiti per richiederla, e visionare i negozi abilitati: Ministero dell'Economia e delle Finanze  o Ministero del Lavoro e Politiche Sociali o INPS oppure Poste Italiane.

Esiste la Social Card anche per pensionati che hanno superato i 65 anni d'età.
Informatevi!
Non è un grandissimo aiuto, ma i pannolini per un mese riuscite a farli saltar fuori, sempre meglio di nulla!

Boicottiamo acqua VERA - NESTLE'!

Fonte immagine:
"vacanzeblucorsico.myblog.it"
La stessa attenzione che ho posto il mese scorso per il boicottaggio dei prodotti a marchio OMSA, vorrei impiegarlo oggi per il boicottaggio dell'acqua VERA-Nestlè.

Sempre dalla bacheca di "Informare per resistere", l'articolo che ha attirato la mia attenzione e che cita esattamente così:
"La Regione Sicilia ha deciso di privarsi, in cambio di una cifra irrisoria, dell’acqua purissima dei Monti Sicani, bacino acquifero della Quisquina. Le sorgenti sono state concesse alla multinazionale svizzera Nestlé che, dal 2007, sottrae l’acqua ai siciliani per riempire le sue bottiglie Vera.
La Nestè ne vende 380 milioni, per un giro d’affari di svariate decine di milioni di euro.
Cosa ancor più incredibile è il fatto che l’acqua che sgorga nei rubinetti delle case della provincia non è pura. Girgenti Acque, azienda che gestisce il servizio idrico della provincia di Agrigento, offre ai cittadini dell’acqua imbevibile costringendoli ad usare le bottiglie persino per cucinare."

La Sicilia dovrebbe far valere il risultato del referendum nazionale riguardante l'acqua pubblica, ma finchè non avverrà gli italiani possono fare qualcosa perchè Nestlè retroceda: Non compriamo l'acqua Vera!!!!

Non più marito e moglie ma ancora papà e mamma!

La legge 8 febbraio 2006, n. 54 relativa all'Affido condiviso all'Art. 155 del Codice civile recita:
«Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.»
L'eccezione vi è solo quando "il comportamento dell'altro genitore nei confronti del figlio sia contrario all'interesse del minore stesso"

Un fatto di cronaca del 4 febbraio dimostra quanto pericolosa possa essere per un minore la presa di posizione di genitori e parenti che decidono o minacciano di non far vedere il figlio all'altro genitore (nella stragrande maggioranza dei casi ai padri).
In questo particolare caso esistevano tutti i presupposti per l'affidamento esclusivo alla mamma del piccolo, visti i ripetuti episodi di maltrattamenti subiti dalla madre e molto probabilmente anche dal bambino da parte del padre, ma non è sempre così.

Spesso uno dei due genitori, se non entrambi, usano il figlio come oggetto da contendere noncuranti del fatto che quel figlio nella maggior parte dei casi vive la situazione in modo drammatico.
Due genitori che si separano devono tener ben presente che non si separano dal figlio, bensì dal coniuge!
Un bambino o ragazzo che sia, ha diritto di mantenere il rapporto con entrambi i genitori esattamente come prima della separazione.
L'unico cambiamento dovrebbe essere quello legato alla divisione fisica della coppia in due abitazioni distinte, ma i genitori che amano davvero quel figlio faranno di tutto per non fargli pesare anche litigi e altre fonti di stress, che non farebbero altro che ledere alla sicurezza e alla serenità del figlio stesso.

E' fondamentale mettere davanti ai propri rancori personali il benessere dei figli; Può capitare che tra ex coniugi si rimanga amici e si continuino a cotivare i rapporti famigliari a favore di una crescita serena del figlio, che così potrà crescere in modo equilibrato anche in una famiglia allargata.

Spesso sono i padri a non interessarsi dei figli: non si fanno mai vedere e non passano gli alimenti ma, viceversa, ci sono padri che si dedicano ai figli e sono attenti alle loro esigenze ancor più di prima, probabilmente per "tappare" quel distacco fisico dovuto al fatto che generalmente i figli vivono principalmente con la mamma.
Spessissimo invece, anche in presenza di padri super presenti e attenti alle esigenze del figlio, sono le madri ad ostacolare il rapporto padre-figlio e i modi per farlo sono innumerevoli: dal parlar male del padre davanti al figlio (anche con le menzogne), ostacolando le visite del papà, le sue telefonate: insomma cercando di far venir meno quel rapporto padre-figlio che la legge stessa considera indispensabile per la crescita serena del figlio.

Sono capitata per caso nel  blog di un papà e leggendo qua e la ho trovato la spiegazione della sindrome della mamma malevola...

Chiaro che esistono anche le eccezioni nelle quali è il padre ad avere questa particolare "sindrome", ma il riscontro in percentuale riguarda maggiormente i casi in cui il genitore affidatario è la madre.

Personalmente la vedo così: meglio separati e felici che insieme e sempre in lotta ma, anche se non più marito e moglie, in presenza di figli si rimane sempre padri e madri!