Il giorno della Memoria

Oggi 27 gennaio è la giornata della memoria dell'Olocausto.

27 gennaio 1945: i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz vennero abbattuti dalle truppe sovietiche dell'Armata Russa. Quel giorno fu tra i primi che rivelarono al mondo intero quali atrocità accadevano precisamente all'interno dei campi di concentramento sotto il reggime di Hitler durante la seconda guerra mondiale.
Piccolo contributo personale alla memoria: LEGGI QUI.

Una donna anziana ed alcuni bambini avviati alle camere a gas ad Auschwitz
Ripensando alla Shoah non posso fare a meno di dedicare il mio pensiero a tutte quelle madri che hanno vissuto la deportazione, le torture, la vita nei lagher e la morte... per sé e per i propri figli.

Deportate... trasportate su treni merci per giorni senza bere né mangiare, quante volte mi immedesimo con quelle che in quel periodo allattavano i propri piccoli, senza acqua da bere e il latte che giorno dopo giorno veniva meno... Divise dai propri bambini: i più piccoli erano  trai primi a morire, non erano in grado di lavorare e quindi erano “inutili” e morire, forse, era la via meno dura. Alcuni tra loro erano "usati" per esperimenti medici... povere anime... nell'atrocità di tutto quello che si può sentire sui campi di prigionia, ciò che è stato riservato a quelle madri e a quei cuccioli senza colpa e indifesi non trova tra i miei pensieri nulla di più doloroso e devastante.
Il campo destinato a donne e bambini era prevalentemente quello  tedesco di Ravensbrück.

“Mamme, nonne, zie... parlate e raccontate ai vostri figli e ai vostri nipoti la nostra storia; siamo il risultato di ciò che è stato e gli errori che come uomini potremmo fare in futuro, forse potrebbero essere arginati con la conoscenza...”(cit.)



Se non riuscite a farlo o non conoscete sufficentemente l'argomento, le opere scritte e i film girati in tutti questi anni, sono testimoni importanti che possono aiutare.

"L'Olocausto raccontato ai bambini"

Libri: 
Di Opere Letterarie che parlano dell'Olocausto ne esistono in gran numero: dai racconti autobiografici delle persone che lo hanno vissuto (raccontato da vari punti di vista) agli studi storiografici. La lettura di questi libri mette di fronte ad una realtà difficile da immaginare: cruda e profondamente ingiusta, triste e angosciante.
Alcuni titoli si possono trovare su Wikipedia e La Feltrinelli  (dove potete vedere anche la scheda del libro con un breve riassunto della trama).

Film:  
I Film sono forse il modo più diretto e veloce per farsi un'idea di cosa sia stato l'Olocausto... alcuni tra questi titoli sono adatti alla visione di ragazzi, mi raccomando: in presenza dei genitori o di un'adulto.(Il  link ad ogni titolo porta alla scheda del film).

L'allievo
Amen.
Arrivederci ragazzi
Il bambino con il pigiama a righe
Bent
Bolero
Conspiracy - Soluzione finale
The Day the Clown Cried
Il diario di Anna Frank 
Essere o non essere 
Il falsario - Operazione Bernhar
Jakob il bugiardo  
Jona che visse nella balena
Kapò (film)
Mi ricordo Anna Frank
Mr. Klein
l negozio al corso
Nono cerchio
Pasqualino Settebellezze
Il pianista 
Il portiere di notte
The Reader - A voce alta
Rosenstrasse
La scelta di Sophie
Schindler's List
Senza destino
Sunshine 
Train de vie - Un treno per vivere
La tregua  
L'ultimo treno
L'uomo del banco dei pegni
La vita è bella 

Boicottiamo il marchio Omsa

Questa mattina sulla bacheca di "Informare per resistere" ho letto questa notizia e ho pensato di condividerla con quante più persone mi riuscirà!

"La decisione è stata comunicata brutalmente, via fax, alla vigilia del Capodanno: la Omsa chiude lo stabilimento di Faenza per riaprirlo in Serbia. 
239 lavoratrici a casa. Eppure la Omsa non è in crisi, produce e vende tantissimo. Ma in Serbia, forse, può sfruttare meglio chi lavora. La proprietà ha agito sotto banco, mettendo tutti di fronte al fatto compiuto, mentre ancora si discuteva sul futuro dello stabilimento e di come assicurare alle operaie continuità lavorativa. Niente da fare: il signor Nerino Grassi, che per decenni ha fatto la sua fortuna sfruttando il lavoro delle donne di Faenza e il marchio made in Italy, non ne vuole proprio sapere.
Abbandonare il Paese in un momento di crisi lasciando sul lastrico centinaia di famiglie, è un atto imperdonabile.
C’è qualcosa che noi possiamo fare? Sì, sensibilizzare la Omsa. Ecco come:

  1. Estendere a più persone possibile l’invito a non acquistare i prodotti indicati nella foto;
  2. Scrivendo sulla bacheca Facebook di Twitter o del vostro blog/sito personale della Omsa;
  3. Condividendo e diffondendo le informazioni di questo post;
La Omsa non è certo l’unica azienda italiana che, per qualche soldo in più, sbatte i lavoratori sulla strada per andare all’estero ma con questa iniziativa intendiamo cominciare un percorso di sensibilizzazione generale perché noi, in fondo, un grande potere ce l’abbiamo: quello di non comprare i loro prodotti. E chissà che la Omsa non ci ripensi. (Massimo Malerba)"

Donne: per contribuire a far sì che i nostri figli crescano in un Paese dove potranno trovare lavoro e fare una vita dignitosa, iniziamo contribuendo a queste iniziative!!!